Alessandro W. Mavilio | Blog
Sapporo, JP - 10/10/2017 (53) Blog / Dream / Original

Strani esseri bianchi, bipedi, con grande testa e proboscide fanno il bagno e abbracciano altri esseri terrestri.

La Cura

Alessandro Mavilio

In lunga fila all’aperto per una pizza. Sono con qualcuno ma la fila mi sembra popolata per lo più da brutti ceffi campani. Più ci avviciniamo e più la fila si apre e scioglie per farci passare avanti. Sospetto e riconoscenza. Quando la fila velocemente finisce ci troviamo sotto un palco da concerto: si sale con delle scalette e ci si trova in un altro ambiente simile a una terrazza da ristorante vero e proprio.

Ci sono molti tavoli di legno marrone in una disposizione che però mi ricordano i tavoli di Saizeriya vicino casa a Kyoto. Le cameriere sono molto amichevoli e si finisce per fare amicizia e bere e mangiare insieme. Parlano del loro lavoro come se fossero assistenti di volo costrette a frequenti spostamenti.

In un piccolo spostamento a piedi, su scalette isolane tipo quelle di Capri, mi sembra di incontrare Henna, bionda e radiosa. Si comporta come se fosse la mia fidanzata, con affetto e confidenza.

Sono poi al mare, su uno scoglio, forse al Circeo. Strani esseri bianchi, bipedi, con grande testa e proboscide fanno il bagno e abbracciano altri esseri terrestri, umani o animali. Tutti osservano e commentano questa curiosa scena. Io faccio un video con il telefono ma poi, per tornare a riva, scopro di non toccare più e finisco per immergere il telefono in acqua. Temendo di averlo danneggiato scopro che invece l’immersione non ha provocato danni. Un sogno?

Sono a Kyoto con Mio S., ancora bambina ma stranamente famelica. Camminiamo imbarazzati proprio sotto il palazzo Haidens Kitaoji. Mi abbraccia, mi spinge sul muretto che porta verso "La Cura" e sento le sue gambe nude incrociarsi con le mie.

Sono in una macchina, seduto sul sedile posteriore, ma stavolta a fianco a me e seduta al centro c’è una imbarazzata e silenziosa Mio T. Alla sua destra c’è un’altra persona più adulta.

Qualcosa.

Si ritorna in macchina, sempre sul sedile posteriore, ma stavolta Mio T. entra per prima, seguita dall’altra persona adulta e quindi non potrò sedermi vicino a lei… E la cosa mi causa irritazione.

Onomastico di zia Maria. Io sono a letto pronto a svegliarmi del tutto e lei entra da un balcone, come se stesse rientrando dal lavoro ai tempi in cui era una donna splendida e io riesco a farle gli auguri con tempismo perfetto.

Il cellulare che ho tra le mani sotto le coperte segna la data e l’ora esatta, al secondo, del suo onomastico!

Mi alzo per fare colazione e mi trovo nella cucina comune di un dormitorio studentesco, simile al Kopo Tadekura. C’è uno strano poster-manifesto in giapponese che avvisa gli ospiti dei livelli ideale di volume per vedere i programmi italiani senza disturbare gli altri: le sigle dei programmi italiani con un volume massimo dell’80%, i programmi veri e propri al 75%, ecc…

Qualcuno in un cucinino, forse mamma o ancora zia Maria, accende un grande fornello industriale con un pentolone molto particolare, forse per bollire il pesce. Qualcosa non va per il verso giusto in quest’operazione e vedo lei che cerca di più volte di mettere le mani sulla fiamma forse per recuperare qualcosa caduta nel fuoco o per sistemare come si deve un elemento della pentola.




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