Alessandro W. Mavilio | Blog
Sapporo, JP - 11/10/2021 (20) Blog / Post / Original

Il tabernacolo più sacro e immaginabile è da sempre vuoto e incustodito

Come reagisco a questo incubo COVID.

Alessandro Mavilio

Io temo che indietro non si possa davvero tornare mai, e che per risolvere questa deriva socio-politico-mentale siamo tutti costretti a fare un salto in avanti e individualmente verso una dimensione valoriale del tutto nuova, davvero mai vista.

Restaurare il mondo com’era nel 2018 non funzionerebbe a lungo. Troppi danni sono stati fatti al modulo comunicativo di base degli individui, alla ideale fibra che per millenni ha tenuto insieme e miracolosamente i nostri scambi di idee e valori.

Sono convinto che anche senza crisi COVID, questa fibra si sarebbe comunque slabbrata presto e ci saremmo trovati tutti in una ancora più pericolosa condizione di incomunicabilità e separazione.

Il COVID ha accelerato e certamente cavalcato questa precaria condizione del mondo contemporaneo e in un certo senso ci regala una ulteriore dimensione praticabile: quella di sentirci vittime di un disegno malvagio (nel quale io credo), quella di unire molti di noi e nuovamente in un sentire ancestrale e comune. Insomma, per certi versi molto meglio questa crisi COVID che un pianeta fatto di individui i cui mondi interiori si sarebbero allontanati irrimediabilmente, incapaci di comprendersi, di amarsi, di compenetrarsi.

La crisi (e distruzione programmata) della società, che politica e poteri grigi hanno voluto e cavalcato in primis con artifici comunicativi, chiede secondo me per prima cosa una rivoluzione delle nostre modalità comunicative. E qui che le nostre barche fanno acqua.

Temo che il prossimo passo per liberarsi dall’influenza dei cattivi non potrà mai più essere un passo indietro, ma solo un percorso di cento passi avanti e da fare a tutto fiato; un percorso verso un avanti cosi variopinto e alieno ai dominatori che essi ci impiegheranno un bel po' per venirne a capo, per confezionare una nuova unica e diffusa strategia che possa essere funzionale ai loro obbiettivi.

Questa varietà necessaria a distrarre lo squalo si può ottenere proprio esasperando da noi ogni differenza con i nostri simili, con una dolorosa e costosa distanza di sicurezza da tutto e tutti (eravamo comunque distanti e scimuniti anche prima del COVID), cogliendo l’occasione per ri-arredare gli interni del nostro cuore.

Probabilmente la reazione a caldo di cercare compagni di lotta e di combattere con altri è quanto di più desiderato dai nostri predatori.

Ricordiamo anche che questo incubo così assurdo e globale non sarebbe mai stato possibile senza il potere dei media e su una popolazione senza “maniglie semantiche” o dai comportamenti prevedibili.


Insomma, io sarei per un totale e arbitrario impazzimento, un re-design delle nostre "anime" individuali. Qualunque cosa necessaria affinché noi tutti si smetta di essere gli "oggetti informatici tracciabili e prevedibili" che siamo diventati.

Questo incubo ha messo nel sacco e nella rete tutti i pesciolini che senza saperlo nuotavano nel loro oceano di sempre ma in banchi immensi e facili da pescare. I pesciolini più scaltri (o più veloci o più lenti, o distratti o disadattati per carattere) spesso si salvano, e la grande rete cattiva non li va a cercare, perché non vi è nessuna faida personale, quel braccio preferirà fare un'altra lenta retata lì dove il mare appare scuro e... ricco.

Quindi se possibile conviene restare lontani da ogni più piccola omologazione sulle quali le nostre vite siedono incuranti. Se necessario... un banale "sleep-mode" può servire, in mancanza di idee più eccitanti.

La mia osservazione da molti anni (su varie sotto-osservazioni del mondo degli umani) è che "il tabernacolo più sacro e immaginabile è da sempre vuoto e incustodito".

Sta al singolo metterci qualcosa, custodirlo e dare la propria messa.

L'unico ostacolo a tutto ciò? L’horror vacui dello scoprirsi soli in un'impresa titanica. Pena: vivere una vita a cazzo in qualunque società (dai valori interessatamente random) che ci capita di ereditare pigramente...


 Photo by Kris-Mikael Krister




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