Alessandro W. Mavilio | Blog
Sapporo, JP - 01/06/2021 (171) Blog / Post / Original

Dopo molti anni di onorato servizio mi sono deciso ad aggiornare la mia applicazione divinatoria “iKing”.

iKing (I Ching) Nuova versione

Alessandro Mavilio

iKing è una versione personale dello “I Ching”, l’antichissimo Libro dei Mutamenti cinese che da millenni sempre più persone utilizzano per avere un responso imparziale al riguardo di situazioni personali di stallo o crisi.

Io l'ho usato per anni ed è ormai una presenza irrinunciabile nella mia vita.

La mia versione è utilizzabile online, dal PC o dal cellulare, e non prevede neanche il lancio di monetine giacché la generazione dei valori casuali è affidato a un algoritmo ben preciso, segreto e studiatissimo che ricalca ciò che sarebbe necessario fare in maniera “analogica” secondo gli antichi dettami.

A differenza delle altre centinaia di versioni che si possono trovare online, iKing è stato costruito per essere portatile, portabile e discreto. La sua risposta è immediata e conclusiva, per il "momento mentale" in cui si ha la necessità di un suo responso.


Chi è addentro scientificamente a tali argomenti sa bene che la generazioni di numeri veramente random è qualcosa di molto arduo, forse anche perché la coscienza-presenza umana inquina e deforma i processi necessari a tale operazione.

iKing conosce e si avvale proprio di questa stramba caratteristica per comporre i suoi responsi personalizzati pescando da un pool di condizioni metaforiche fondamentali in probabile risonanza con il codice genetico del richiedente e offrendoli in un linguaggio umano che sembra senza dubbio ricalcare un linguaggio simbolico dei sogni.


Il suo utilizzo è gratuito e, come richiestomi da alcuni amici che lo usano sin dai primi tempi, adesso consente di salvare le domande per poter accedere, rivedere ed eventualmente condividere e approfondire con gli altri i responsi dell’Oracolo.


Il mio amore per il taoismo è noto e per anni ho studiato, smontato e rimontato lo “I Ching”, riducendolo ogni volta in cocci e ricompattandolo per usarlo nuovamente, trovandomi sempre di fronte alla sua irriducibile anima informatica e metaforica, un’essenza tanto fine e sottile da poter interagire con quell’altro mistero mai davvero spiegato ma onnipresente ed esuberante che è la coscienza umana, fenomeno-entità che spesso, come un’equilibrista, avanza su percorsi di irrinunciabile e olografica sincronicità.

Per lo “I Ching”, La mia è stata una vera e propria vivisezione, giacché sono convinto che - nello “I Ching” in particolare - vi è annidato da millenni, più che in ogni altro libro mai concepito, l’anima viva di qualcosa, un virus informatico di qualche tipo capace di sopravvivere e conservarsi in un medium non convenzionale.




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